4a48c50f70a04eae950e9852223f6d8f

 

REALMENTECASA

IMMOBILIARE

4a48c50f70a04eae950e9852223f6d8f

REALMENTECASA

IMMOBILIARE


facebook
instagram
youtube
tiktok
whatsapp
phone

Iscriviti alla nostra newsletter

Rimani aggiornato sulle novità immobiliari e sui nostri consigli

Copyright (C) 2023

Copyright (C) 2024

Tutti i testi e le foto sono di proprietà di Realmentecasa.

Sono assolutamente vietati la riproduzione, anche parziale, e l'utilizzo da parte di terzi.

IL NOSTRO BLOG

 

Per rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità

affitti brevi con cedolare secca al 26% e versamento delle relative ritenute

06-02-2024 09:46

realmentecasa

casa, fisco, locazioni, casa, locazioni, fisco, cedolare secca, legge di bilancio 2023, legge di bilancio 2024,

affitti brevi con cedolare secca al 26% e versamento delle relative ritenute

Questa settimana parliamo di affitti brevi con cedolare secca al 26% e versamento delle relative ritenute.

Questa settimana parliamo di affitti brevi e di tutte le novità di quest’anno.

 

Prima di tutto definiamo cosa sia l’affitto breve.

Stiamo parlando di quel contratto in cui un privato concede in locazione, a un altro privato, un immobile abitativo di sua proprietà, per un periodo inferiore a 30 giorni.

 

Fino al 2023, la tassazione prevista era pari al 21%. 

Ma, con la Legge di Bilancio, dal 2024, la cedolare secca passerà al 26%.

 

Attenzione però! 

 

La tassazione avrà, comunque, un impatto ridotto rispetto a quanto ipotizzato all’inizio: non riguarderà tutte le locazioni, ma solamente una quota limitata. Chi affitterà un solo immobile continuerà a usufruire dell’aliquota al 21 % e non subirà alcun aumento.

Quindi chi affitterà 2 o più immobili sarà, invece, soggetto alla cedolare secca del 26%, fino al quarto immobile

Infatti chi avrà da affittare più di 4 immobile ricadrà in una categoria diversa, configurandosi come attività imprenditoriale per cui soggetta alla relativa normativa, senza applicabilità di cedolare secca.

 

Da precisare, inoltre, che, per quanto riguarda la tassazione al 26%, questa varrà dal secondo immobile in poi, lasciando la scelta al proprietario, in sede di dichiarazione dei redditi, di quale immobile continuare a tassare al 21%.

Ovviamente le tasse andranno pagate allo state direttamente dal proprietario, se non c’è nessun intermediario, da quest’ultimo, se invece è presente.

Infatti, nel caso in cui si facesse uso di portali o affini per affittare la propria casa, sarà il portale stesso ad effettuare la trattenuta alla fonte scalandola dall’affitto che riceverà il proprietario e versandola direttamente all’erario.

Poiché la tassazione funziona con un sistema di acconti al 21% e conguagli, chi affitterà un solo immobile non avrà necessità di effettuare nessun conguaglio (la prima ritenuta esaurirà direttamente l’obbligo) chi invece locherà più immobili, dovrà aggiungere la differenza.

È proprio di questi giorni l’accordo fra Airbnb e AdE che, a parte il pagamento di una multa pari a 576 milioni di euro per il periodo 2017/2022, fungerà dal 2024 da sostituto d’imposta per tutti gli host che locano i propri immobili tramite la sua piattaforma, implementando la stessa con un sistema che permetterà direttamente di trattenere l’importo dovuto in tassazione allo Stato decurtandolo dall’affitto percepito dal locatore. 

Sarà poi AirBnB stesso a versare di volta in volta all’Erario l’importo trattenuto. La piattaforma internazionale, quindi, si conformerà alla legge italiana che prevede il pagamento della cedolare secca per i proprietari privati.

 

Nella speranza, anche questa settimana, di aver trattato un argomento di interesse comune, auguriamo a tutti un buon proseguimento di settimana.

 

Ci vediamo prossimamente con un nuovo articolo.

 

Staff di Realmentecasa